Il quilombo dove tutti hanno un ruolo

Zumbj dos Palmares



Non tutto ciò che barcolla cade. Mi piace pensare che questa fosse una delle frasi preferite di Zumbì, il più grande condottiero dei quilombo brasiliani. Io, sono soltanto Zumbj, un capoeirista che cerca di ricordarlo con i gesti di tutti i giorni.

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nel quilombo

*loading* rifugiati



martedì, 11 ottobre 2005

Metto direttamente la traduzione...


Zumbi
(C.Veloso)


Angola Congo Benguela

Monjolo Capinda Nina

Quiloa Rebolo

Qua dove si trovano gli uomini

C’è una grande vendita all’asta

Dicono che c’è una principessa in vendita

Che è venuta assieme ai suoi sudditi

Incatenati al carro da buoi

 

Voglio vedere

Voglio vedere

Voglio vedere

Angola Benguela

Monjolo Capinda Nina

Quiloa Rebolo

 

Qua dove si trovano gli uomini

Da un lato canna

Dall’altro caffè

Al centro i signori seduti

Guardando la raccolta di cotone bianco

Che viene raccolto dalle mani nere

 

Voglio vedere

Voglio vedere

Voglio vedere

Voglio vedere

Quando Zumbi arriverà

Che cosa succederà

Zumbi è il signore delle guerre

È il signore dalle liti

Quando Zumbi arriverà

È Zumbi

Quello che  comanda

 

Voglio vedere

Voglio vedere

Voglio vedere

Voglio vedere

Angola Congo Benguela

Monjolo Capinda Nina

Quiloa Rebolo

Voglio vedere

Angola

Benguela

Capinda

Quiloa

Cantato da Amarelo a 11:03 | link | commenti (3)



sabato, 01 ottobre 2005

Ci si potrebbe chiedere, leggendo qui sotto, come sia possibile che una donna, brasiliana, possa tanto nitidamente, lucidamnte ed allo stesso tempo anche in modo trasognato ed onirico, descrivere una città a lei tanto lontana. Precisa, inesorabile, determinata, diretta.
Ma la distanza è la misura dell'innamoramento...altrimenti non staremmo qui a parlar di Brasile e Capoeira...

Roma

Morena e Ruiva.
Cora da crosta do pão, com tranças de mel.
A subir do rio fulvo, coberta de outono,
colina sobre colina, entre jardins e fontes,
entre colunas e arcos,
entre pontes e portas,
altiva, sem mirar nas águas lúcidas.

Com lua e o sol nos flancos,
a amamentá-los, morena e ruiva,
com peitos de barro e bronze.

A olhar para a frente, para longe,
como outrora a loba com os gêmeos.

A esquecer o mundo quebrado atrás de seus passos.



Roma

Bruna e Rossa.
Color della crosta del pane, con trecce di miele.
Salendo dal fiume fulvo, coperta d'autunno,
colle sopra colle, tra giardini e fontane,
tra colonne ed archi,
tra ponti e porte,
fiera, senza mirarsi nelle lucide acque.

Con la luna e il sole ai fianchi,
allattandoli, bruna e rossa,
con i seni d'argilla e di bronzo.

Guardando avanti, lontano,
come un tempo la lupa coi gemelli.

Dimenticando il mondo infranto dietro i suoi passi.

(Cecília Meireles)

Cantato da Amarelo a 14:52 | link | commenti (5)



giovedì, 08 settembre 2005

A questo punto sono arrivato alla conclusione che certe passioni non passano mai. Quando rimani affascinato in modo così profondo da qualcosa o qualcuno, puoi certamente accogliere altri momenti, altri aspetti ed altre persone nella vita, al limite anche di più di tutto ciò che è venuto prima... ma questo non cancella il passato. Se è stato anche piacevole. E credo che Amarelo sia d'accordo con me, ci scommetto.

Cantato da Zumbj a 12:06 | link | commenti (4)



venerdì, 02 settembre 2005

Sono clamorosamente combattuto, se mandare o no una mail... come faccio?

Cantato da Zumbj a 14:35 | link | commenti (5)



Ieri prima lezione di capoeira della stagione. Gran pienone, vista la graditissima visita di alcuni di San Lorenzo, e roda "frenetica" e piena di axè. Proprio quello che mi ci voleva, mi sono sentito svuotato di tutte le scorie virtuali. Alla fine giuro che non avevo la forza neanche per chinarmi e prendere in mano il berimbau, ero sfinito. Mi sono reso conto, se mai ce ne fosse bisogno, che necessito di questa arte più di qualsiasi altro "svago" od occupazione, è ciò che più è capace di estraniarmi, la cosa che forse mi è sempre più piaciuto fare, e forse la cosa che ancora adesso mi riesce meglio. Perché non so come sia possibile, ma nonostante siamo un gruppo, unito, ognuno si distingue per quello che è, nessuno uguale all'altro ma tutti costruiamo insieme qualcosa.

Per non parlare poi del samba di roda, così complice e divertente...

Cantato da Zumbj a 11:27 | link | commenti



mercoledì, 31 agosto 2005

Sì, da ieri su questo blog canta e suona i suoi pensieri, come fanno i capoeiristi in forma di ladainha, Amarelo, la persona che più in questi due anni mi ha dimostrato di sentire la capoeira come la posso sentire io. Renderà sicuramente più esclusivo questo quilombo, lo farà distinguere. Come mi scrisse ormai quasi un anno fa sul biglietto di auguri per la mia laurea...

"Una singola nota, a volte, se ben sentita e suonata, può creare incanto. Dona magia anche al rumore. Ti auguro di continuare a distinguerti, come un assolo. In una vita che ti auguro sia bella come solo tu riesci a sentire."

Benvenuto, camarà...

Cantato da Zumbj a 14:07 | link | commenti



martedì, 30 agosto 2005

Bom dia, bom dia!!!

Insomma, mica tanto, qui viene giù una pioggia simil-tropicale...

Obrigado meu irmão  per l'invito...ora i lettori di questo blog avranno il piacere/dis-piacere/bis-piacere/bis-tecca (non c'entra ma a me PIACE), di conoscere anche il sottoscritto....e se sarà come in roda...saremo una coppia esplosiva!!!

Preparateve!!!

Amarelo

Cantato da Amarelo a 16:18 | link | commenti



Così mi piace. Una squadra rivoluzionaria e impertinente.

Cantato da Zumbj a 10:39 | link | commenti (2)



martedì, 23 agosto 2005

La cucina. Come si fa a non amarla...

Cantato da Zumbj a 10:16 | link | commenti (2)



sabato, 20 agosto 2005

Se de dia era trabalho
nos dominios da chibata
quando chegava a noitinha
no canto da senzala
era que o negro sonhava
era que o negro buscava
liberdade a cada dia

O negro sonhava, o negro buscava
liberdade a cada dia

Mal sabìa o feitor, mal sabìa o feitor
do bote que lhe sperava

Mal sabìa o feitor
do bote que lhe sperava

Quanto mais ele batia
mais o negro treinava
Mal sabìa o feitor, mal sabìa o feitor
do bote que lhe sperava

Mal sabìa o feitor
do bote que lhe sperava

Naquele mato rasteiro
que'le tanto desprezava
nascìa Zumbì, nascìa Zumbì
pro quilombo dos palmares
o seu povo ele levou

Nascìa Zumbì, nascìa Zumbì
pro quilombo dos palmares
o seu povo ele levou

Mesmo longe da Africa
Oxalà nunca os deixou
foi que o negro no Brasil
Capoeira se tornou

Foi que o negro no Brasil
Capoeira se tornou

 

Questa è la canzone di capoeira che più mi emoziona. E credo che ciò dipenda dal fatto che quando la canto, nonostante le semplici parole che la compongono, ha la proprietà straordinaria di farmi "vedere" la fazenda, il fazendeiro, il negro che lavorava, che poi nella senzala, di notte, si allenava e pregava Oxalà... che anche così lontano dall'Africa non lo dimenticò, e che fece in modo che in Brasile, diventasse un Capoeirista.

Cantato da Zumbj a 13:50 | link | commenti